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ConcorsoFotografico

segnalata su:
Bacheca d'Abruzzosagreinitalia
Segnalato su Di sagra in festa eventiesagre
AbruzzoNatura

il CASTAGNETO

organizzazione:
proloco

con il patrocinio di:
comune BIM CCTE

grazie anche a:
PAC
Orsetto
LATOPERLATO
LATOPERLATO Energia
STUDIO SPERINI
PHOTOMAX
Impresa Boschiva MORETTI
Alberto il Fornaio
DiGiulio

 

Il castagneto, situato nel Comune di Crognaleto in frazione Senarica, è esteso per circa 70 ettari ed è di proprietà comunale in concessione d’uso ai privati.

castagneto01Si tratta di un vero e proprio patrimonio boschivo da frutto poiché da una valutazione tecno-scientifica si è appreso che il bosco delle castagne di Senarica esisteva già dal lontano 1500; ciò è dimostrato dalla presenza di numerosi alberi ”veterani” con un diametro di circa 3 mt..

L’intero bosco raccoglie ben quattro diverse coltivazioni di prodotto: la castagna, il marrone, la castagna non coltivata ed il marrone non coltivato.

Il castagno, inteso come albero da frutto, per produrre un prodotto doc, necessità di coltivazione del tipo innesto.

A seconda della qualità coltivata si ha:
marroneil marrone (chiamato in loco "lu 'Nzite") che ha una pezzatura omogenea da media a grossa, di forma ellittica, leggermente appiattita e una polpa a grana fine molto dolce;
marronela castagna di pezzatura e forma variabile;
marronemarrone rustico o castagna rustica (non commercializzati).

Il marrone di Senarica,"lu 'Nzite", è senza dubbio tra i migliori che si producono in Italia.

Con il tempo e con l’evoluzione delle condizioni climatiche e antropologiche, si è riscontrato un invecchiamento precoce del castagneto dovuto essenzialmente a due aspetti fondamentali:
marronel’abbandono del castagneto dalla gran parte dei possessori;
marronel’attacco di agenti parassiti che hanno determinato la quasi totale distruzione del bosco.

castagneto02Il castagneto di Senarica si trova in stato di semi-abbandono: al suo interno solo poche piante sono sottoposte a cure colturali minime (pulitura del sottobosco in epoca pre-raccolta) finalizzate esclusivamente al soddisfacimento dei bisogni della famiglia che ha in assegnazione la particella.

Le piante, quindi, da diversi anni, non sono più sottoposte ad alcuna pratica colturale e si notano attacchi diffusi di cancro corticale che ha provocato la morte della parte distale dei rami, nei casi più gravi, di intere branche.

L’altro problema, di tipo fitosanitario, è da imputarsi alla ricchezza di acqua che in passato, opportunamente regimata, ha permesso il rigoglioso sviluppo dei castagni ed attualmente è diventata la causa della loro morte. Infatti nel castagneto si rilevano forti attacchi di Mal dell’inchiostro, malattia causata da due funghi (Phytophtora cambivora e Phytophtora cinnamomi), che stanno causando la morte di molte piante.

Le spore di tali funghi sono trasportate dalle acque e laddove queste ristagnano si creano le condizioni di sviluppo ottimali per il fungo che, raggiunta la zona del colletto e le radici, penetra nel loro interno invadendo i tessuti cambiali.

Il Mal dell’inchiostro è, senza dubbio, la più pericolosa malattia che può colpire il castagno in quanto conduce alla morte le piante infette. Esso si può controllare solo mediante il ricorso a fungicidi chimici che però non sempre garantiscono il risultato. L’alternativa è la prevenzione che si attua curando lo sgrondo delle acque meteoriche al fine di eliminare i ristagni.

Il lungo periodo di abbandono ha inoltre determinato l’invasione del castagneto da parte di numerose specie arbustive ed essenze legnose che hanno colonizzato l’intera area da recuperare rendendo impraticabile la zona.

Sartagna